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Comincia pensando alla fine: Dichiarazione di Missione Personale

Dichiarazione di Missione Personale

Ci sono persone che fanno tantissimo… eppure non vanno da nessuna parte.

Sono sempre “piene”, sempre impegnate, sempre in corsa.

Ma quando le ascolti davvero, sotto la superficie scopri una cosa: non stanno costruendo, stanno reagendo. Stanno rispondendo a richieste, urgenze, aspettative, pressioni.

E spesso lo fanno anche con buona volontà, con impegno reale. Il problema non è l’impegno. Il problema è la direzione.

Questa lezione, che ho appreso dal mio maestro Stephen Covey, nasce proprio da un principio semplice e brutale: se non sai dove stai andando, qualunque strada ti sembrerà giusta… fino a quando non ti accorgi che ti sei solo stancato.

Comincia pensando alla fine” significa iniziare con una chiara comprensione della destinazione: sapere dove siamo diretti per capire meglio dove ci troviamo adesso, e fare in modo che i passi che compiamo siano nella direzione corretta.

 

La trappola più comune: essere impegnati, ma non efficaci

Accade spesso di essere impegnati, molto impegnati, ma senza essere efficaci. È diverso quando sappiamo cosa è importante per noi e, con quell’idea fissa nella mente, ci sforziamo ogni giorno di essere e di fare quello che conta davvero di più.

Questa frase mette in crisi tanta gente perché smonta un equivoco culturale:

“Sono stanco” non significa “sto andando nella direzione giusta”.

“Sono pieno di cose” non significa “sto costruendo la mia vita”.

“Sto lavorando duro” non significa “sto lavorando bene”.

Tradotto: puoi anche vincere… e sentirti comunque vuoto. Puoi raggiungere obiettivi… e accorgerti che non ti appartengono.

 

Il principio delle due creazioni: prima nella mente, poi nella realtà

Uno dei concetti più potenti della lezione è questo: tutte le cose sono create due volte. Prima c’è una creazione mentale, poi una creazione fisica.

Se ci pensi, è ovvio. Prima di costruire una casa, nessuno mette il primo chiodo senza un progetto: la casa viene “finita” mentalmente e su carta prima di esistere davvero.

Lo stesso vale per un’impresa (se vuoi successo, devi definire con chiarezza cosa stai cercando di realizzare), per la genitorialità (se vuoi crescere figli responsabili e autodisciplinati, devi tenere quell’obiettivo finale presente in ogni relazione quotidiana, altrimenti agisci in modi che lo distruggono).

E vale anche per te.

Perché la tua vita, che tu lo voglia o no, ha già un “progetto”. La domanda è: è il tuo… o l’hai ereditato?

 

Copioni: quando vivi la vita scritta da altri

Se non sviluppiamo consapevolezza e non diventiamo responsabili delle nostre azioni, permettiamo ad altre persone e a circostanze esterne di controllare gran parte della nostra vita.

E infatti spesso viviamo reattivamente “copioni” forniti dalla famiglia, dai colleghi, dai programmi creati da altri, dalle pressioni delle circostanze, dalla formazione ricevuta, dal condizionamento.

Qui è importante fermarsi un secondo, perché la parola “copione” non è poetica: è pratica.

Un copione è una sequenza automatica di pensieri, emozioni, reazioni, scelte ripetute.

E da dove arrivano questi copioni? Provengono da persone, non da principi: nascono dalle nostre debolezze intime, dalla dipendenza dagli altri e dai bisogni di sentirci accettati, amati, appartenenti, importanti, “visti”.

In altre parole: molte delle tue scelte non sono scelte. Sono contratti invisibili che hai firmato per non perdere amore, approvazione o identità.

 

Il punto di svolta: sei la seconda creazione di un progetto (tuo o altrui)

Un altro passaggio cruciale: che tu ne sia consapevole o no, c’è una prima creazione in ogni parte della tua vita. E tu sei la seconda creazione del tuo progetto proattivo… oppure la seconda creazione dei programmi di altre persone, delle circostanze o di vecchie abitudini.

Questo è un colpo secco: la tua vita sta già “andando” da qualche parte.

La domanda è: sta andando dove vuoi tu?

E qui la lezione non ti consola: ti responsabilizza.

 

Le tre facoltà umane che cambiano tutto

La svolta sta nelle facoltà specificatamente umane, che sono:

  • autoconsapevolezza,
  • immaginazione,
  • coscienza.

Queste tre abilità ti permettono di esaminare le “prime creazioni” (i copioni ricevuti) e prendere l’iniziativa di scrivere il tuo personale copione.

Autoconsapevolezza significa: mi guardo davvero, senza scuse. Capisco cosa mi muove, cosa mi blocca, cosa ripeto.

Immaginazione significa: riesco a vedere il potenziale che è dentro di me, una vita diversa, un’identità più ampia.

Coscienza significa: entro in contatto con leggi e principi universali, cioè con ciò che è giusto, solido, coerente, non con ciò che è comodo o approvato.

Combinandole con l’autoconsapevolezza, queste due facoltà (immaginazione e coscienza) ti mettono in condizione di scrivere il tuo copione.

 “TU SEI IL CREATORE”.

Non nel senso “motivazionale da poster”, ma nel senso tecnico: sei tu che puoi progettare la prima creazione.

 

Riscrivere il copione: il vero cambio di paradigma

Poiché viviamo già con molti copioni che ci sono stati dati, scrivere il nostro copione è in realtà un processo di “riscrittura”, cioè di cambio di paradigmi: cambiare alcuni paradigmi fondamentali che abbiamo già.

E come si fa?

  1. Riconosci i copioni inefficaci e i paradigmi errati o incompleti dentro di te.
  2. Decidi un nuovo copione in modo proattivo.
  3. Allinealo ai tuoi valori più profondi e ai principi corretti che gli danno significato.

 

Qui c’è una frase che merita di essere stampata: è nostra facoltà e responsabilità usare immaginazione e creatività per scrivere copioni nuovi, più efficaci, più consoni ai valori profondi e ai principi giusti che conferiscono significato.

Quindi non stiamo parlando di “pensare positivo”. Stiamo parlando di:

  • valori (cosa conta davvero),
  • principi (regole di realtà),
  • coerenza (fare ciò che dici di essere).

 

Agire con coerenza, non reagire alle emozioni

Quando inizi con la fine in mente, puoi agire con coerenza e non reagire all’emozione o alle circostanze. Essere proattivi, spinti da valori chiari e coerenti con la tua mission.

Questo è potente, perché nella vita quotidiana la maggior parte delle persone reagisce.

reagisce a un messaggio → ansia → risposta impulsiva;

reagisce a un giudizio → difesa → conflitto;

reagisce a un imprevisto → vittimismo → caos.

Agire con coerenza significa invece: “Io so chi sono, so cosa voglio costruire, e scelgo in funzione di quello”. Anche quando tremi. Anche quando ti provocano. Anche quando il mondo spinge da un’altra parte.

 

La Dichiarazione di Missione personale

Ed eccoci al cuore: Dichiarazione di Missione personale. Il sistema più efficace per iniziare con la fine in mente è sviluppare l’idea di una propria missione (o filosofia, o credo) ed esprimerla in una dichiarazione di missione personale.

Che cos’è, in concreto?

La missione si concentra su ciò che vuoi essere (carattere), ciò che vuoi fare (contributi e realizzazioni) e i valori e i principi su cui si fondano essere e fare.

E poiché ogni individuo è unico, la dichiarazione di missione rifletterà questa unicità, nel contenuto e nella forma.

Quindi non esiste una mission “giusta” uguale per tutti. Esiste una mission vera: la tua.

 

Perché una mission ti salva (anche quando sei confuso)

Una dichiarazione di missione personale non serve quando va tutto bene. Serve quando sei stanco e stai per mollare, quando sei tentato da scorciatoie, quando ti arrivano opportunità che “sembrano belle” ma non ti somigliano e  quando devi scegliere tra piacere agli altri e rispettare te stesso.

La mission diventa la tua bussola: ti riporta alla direzione.

E soprattutto, ti aiuta a non confondere urgenza con importanza, approvazione con valore, successo con significato.

 

Mini-esercizio pratico

Se vuoi portare questa lezione fuori dalla teoria, fai questo esercizio semplice ma potente. Prenditi 15 minuti, carta e penna.

1) Scrivi la tua “fine” ideale in tre righe.

Non “cosa vuoi avere”. Ma: che tipo di persona vuoi essere alla fine di questo percorso?

2) Definisci tre valori non negoziabili.

Esempio: integrità, crescita, libertà. (I tuoi, non quelli “belli”.)

3) Scrivi un principio operativo per ogni valore.
Valore: integrità → Principio: “Faccio quello che dico, anche quando conviene il contrario.”

Valore: crescita → Principio: “Studio e mi alleno ogni settimana.”

Valore: libertà → Principio: “Non vendo la mia vita a scelte che mi spengono.”

4) Scrivi una frase di mission (1–2 righe).

Deve includere essere + fare + valori.

Esempio (generico): “Sono una persona che… e contribuisco a… attraverso… restando fedele a…”

Poi fai la domanda più importante: le decisioni che prendi ogni giorno sono coerenti con quella frase?

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